Hai sentito parlare del CIN obbligatorio per gli affitti brevi e non sai ancora come ottenerlo? Non sei l’unico. Ma il tempo per mettersi in regola si è già esaurito: le sanzioni sono già attive.
Il quadro normativo degli affitti brevi in Italia è cambiato significativamente negli ultimi anni, e il 2024 ha rappresentato una svolta importante con l’entrata in vigore dell’obbligo del Codice Identificativo Nazionale. In Gestione Del Mio BnB siamo stati tra i primi a mettere in regola tutti gli appartamenti che gestiamo. In questo articolo ti spieghiamo cos’è il CIN, come si ottiene, cosa serve prima di richiederlo e quali sanzioni rischiano chi non è ancora a posto.
Il Codice Identificativo Nazionale (CIN): cos’è e perché è obbligatorio
Il CIN è un codice alfanumerico unico assegnato a ogni unità immobiliare destinata alla locazione turistica breve o a ogni struttura ricettiva extralberghiera. È stato introdotto dalla Legge 191/2023 (cosiddetta Legge Omnibus) con l’obiettivo di creare una banca dati nazionale delle strutture ricettive, contrastare l’irregolarità fiscale e garantire standard minimi di sicurezza.
Il CIN è obbligatorio per: appartamenti e case destinati alla locazione turistica breve (fino a 30 giorni), B&B, affittacamere, case vacanze, ostelli, e ogni altra forma di ospitalità extralberghiera. Non c’è soglia: anche chi affitta una sola stanza per qualche weekend all’anno deve avere il CIN.
Come si ottiene il CIN: procedura passo per passo
Il CIN si richiede telematicamente attraverso il portale del Ministero del Turismo (www.bdsr.it — Banca Dati delle Strutture Ricettive). La procedura è gratuita e richiede:
- Registrazione al portale con identità digitale (SPID, CIE o CNS).
- Inserimento dei dati catastali dell’immobile.
- Indicazione del tipo di struttura (locazione turistica breve, B&B, affittacamere, ecc.).
- Dichiarazione del numero di posti letto.
- Dichiarazione di conformità ai requisiti di sicurezza (vedi sotto).
Una volta completata la procedura, il codice CIN viene assegnato automaticamente. Da quel momento, deve essere esposto all’interno della struttura (in modo visibile agli ospiti) e pubblicato su tutti gli annunci online, inclusi Airbnb, Booking e qualsiasi altro canale.

I requisiti di sicurezza obbligatori per ottenere il CIN
Prima di poter richiedere il CIN, la struttura deve rispettare specifici requisiti di sicurezza previsti dalla legge:
- Rilevatore di monossido di carbonio funzionante e certificato CE.
- Rilevatore di fumo funzionante e certificato CE.
- Estintore portatile a norma.
- Conformità degli impianti elettrico, idraulico e del gas alle normative vigenti (con relative certificazioni).
Questi requisiti sono da dichiarare sotto la propria responsabilità al momento della richiesta del CIN. In caso di controllo da parte delle autorità, la struttura deve poter dimostrare la conformità. Se l’appartamento non è ancora in regola con questi requisiti, è necessario intervenire prima di richiedere il CIN.
La SCIA: differenza con il CIN e quando è necessaria
La SCIA — Segnalazione Certificata di Inizio Attività — è un adempimento distinto dal CIN, che riguarda l’apertura dell’attività ricettiva dal punto di vista urbanistico e commerciale. Va presentata allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune.
La SCIA è necessaria per chi svolge attività ricettiva in forma di impresa (o para-imprenditoriale), tipicamente per chi gestisce più di due unità abitative destinate all’affitto breve, o per chi apre un B&B o un affittacamere come attività principale. Per la locazione turistica occasionale su una sola unità, in molti Comuni la SCIA non è richiesta, ma è necessario comunque registrarsi nel sistema regionale e ottenere il CIN.
La distinzione tra attività occasionale e attività d’impresa è importante anche fiscalmente: superate certe soglie, si diventa obbligatoriamente imprenditori, con tutti gli obblighi contabili che ne derivano.
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Le sanzioni per chi non ha il CIN
Le sanzioni previste dalla Legge 191/2023 sono concrete:
- Affittare senza CIN: sanzione da 800 a 8.000 euro.
- Non esporre il CIN nella struttura: sanzione da 500 a 5.000 euro.
- Non pubblicare il CIN negli annunci online: sanzione da 500 a 5.000 euro.
- Affittare senza rispettare i requisiti di sicurezza: sanzioni specifiche e possibile chiusura della struttura.
I controlli sono effettuati dalle autorità di pubblica sicurezza e dalla Polizia Locale. Le OTA come Airbnb e Booking stanno progressivamente richiedendo l’indicazione del CIN negli annunci e potrebbero rimuovere gli annunci privi di questo dato.
Come Gestione Del Mio BnB ti aiuta a metterti in regola
In Gestione Del Mio BnB abbiamo aiutato decine di proprietari a Bologna a ottenere il CIN, a presentare la SCIA dove necessaria e a mettere in regola le proprie strutture con i requisiti di sicurezza. È un percorso che conosciamo bene e che, con la guida giusta, si completa in tempi brevi.
Se non sei ancora in regola, il momento di agire è adesso — non tra qualche mese. Le sanzioni sono già attive, i controlli aumentano e il rischio di trovare il proprio annuncio rimosso dalle OTA è concreto. Contattaci per una consulenza: ti diciamo esattamente cosa manca e come rimediare.