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CIR e CIN: le differenze, le scadenze e come mettersi in regola in Italia nel 2025

Non hai ancora il CIN. Oppure non sai esattamente cosa sia il CIN e se il tuo vecchio CIR è ancora valido. Nel 2025, questa confusione può costare cara.

La normativa sugli affitti brevi in Italia è cambiata. I codici identificativi sono obbligatori. Le sanzioni esistono. Ti spieghiamo tutto.

 

CIR: il codice regionale

Il CIR (Codice Identificativo Regionale) è un codice assegnato dalle singole Regioni ai proprietari di strutture ricettive, incluse le case vacanze e i b&b. È esistente da anni in molte Regioni come l’Emilia-Romagna, il Lazio, la Toscana e altre.

Il CIR deve essere indicato in tutti gli annunci online (Airbnb, Booking.com, siti propri) e in tutta la comunicazione commerciale relativa all’affitto breve.

In Emilia-Romagna, il CIR si ottiene attraverso il portale regionale SETUR (Sistema Emilia-Romagna Turismo). La procedura è online e richiede il caricamento di documenti specifici: visura catastale, planimetria dell’unità immobiliare, dati del proprietario.

 

 

 

CIR e CIN le differenze le scadenze e come mettersi in regola in Italia nel 2025

 

 

 

CIN: il codice nazionale

Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è stato introdotto dal Decreto Anticipi del 2023 (D.L. 145/2023, convertito in Legge 191/2023). È un codice univoco nazionale assegnato dal Ministero del Turismo attraverso la piattaforma BDSR (Banca Dati delle Strutture Ricettive).

Il CIN è obbligatorio per tutti gli immobili destinati ad affitti brevi e alle strutture ricettive di ogni tipo in tutta Italia, indipendentemente dalla Regione.

 

La differenza tra CIR e CIN

Il CIR è regionale: ogni Regione ha il suo formato e la sua procedura. In alcune Regioni esiste da anni, in altre è stato introdotto più di recente.

Il CIN è nazionale: un unico codice valido in tutta Italia, emesso dal Ministero del Turismo.

Nel 2025, l’obbligo è avere entrambi dove la Regione prevede il CIR, o solo il CIN dove la Regione non ha un proprio sistema.

In Emilia-Romagna, dove è presente il sistema SETUR, è necessario avere sia il CIR regionale che il CIN nazionale.

 

Le scadenze e le sanzioni

Il CIN è obbligatorio. Le scadenze originali hanno subito alcune proroghe nel corso del 2024. Nel 2025, la piattaforma BDSR è operativa e l’obbligo è attivo.

Le sanzioni per chi non ha il CIN o non lo espone nell’annuncio vanno da 800 a 8.000 euro per l’host, e da 500 a 5.000 euro per le piattaforme che pubblicano annunci senza CIN (questo ha spinto Airbnb e Booking a richiedere il CIN agli host).

 

Come ottenere il CIN

Il CIN si ottiene attraverso il portale del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it) con SPID o CIE.

La procedura richiede:

Dati catastali dell’immobile (foglio, particella, subalterno).

Dati del proprietario o del gestore.

Indicazione del tipo di utilizzo (affitto breve turistico, b&b, casa vacanze, ecc.).

Dopo la registrazione, il sistema genera il CIN che deve essere:

– Inserito nell’annuncio su tutte le piattaforme.

– Esposto all’esterno dell’immobile con una targa visibile.

– Indicato in tutti i contratti di affitto.

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La targa all’esterno

Il CIN deve essere esposto anche fisicamente all’esterno dell’immobile. Non è sufficiente averlo solo online. La targa deve riportare il codice CIN in modo visibile dall’esterno.

Questo requisito è nuovo per molti proprietari che gestivano affitti brevi senza alcuna segnaletica esterna. È un adempimento fisico che richiede un intervento concreto.

 

L’obbligo della comunicazione in Questura

Indipendentemente dal CIN, rimane l’obbligo di comunicare le presenze degli ospiti alla Questura tramite il portale Alloggiati Web entro 24 ore dall’arrivo. Questo obbligo esiste da anni e non è cambiato.

Per ogni ospite, devi comunicare: nome, cognome, data di nascita, nazionalità, tipo di documento di identità, numero del documento.

 

La cedolare secca per gli affitti brevi

Dal 2024, la cedolare secca per gli affitti brevi è al 26% (era al 21% precedentemente) per il secondo immobile e successivi. Per il primo immobile, rimane al 21%.

Questo significa che chi ha più di un appartamento in affitto breve paga aliquote diverse. La corretta tassazione richiede una gestione contabile precisa.

 

Gestione Del Mio BnB e la compliance

Gestiamo per i nostri proprietari l’intera parte burocratica: richiesta e mantenimento del CIN, comunicazioni in Questura, tassa di soggiorno, cedolare secca. Il proprietario non deve occuparsi di nulla di tutto questo.

Essere in regola non è optional: è la base per operare sereni.

CONSULENZA GRATUITA: verifica la tua situazione burocratica e mettiti in regola con noi.

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